Martedì 26 Settembre 2017

A cura dell'Avv. Luca Sileni

Nella giornata di ieri è stata pubblicata la Circolare 23 ottobre 2015, provvedimento in materia di adempimenti di cancelleria relativi al Processo Civile Telematico, che aggiorna e sostituisce le precedenti circolari del 27 giugno e 28 ottobre 2014.

 

Detta circolare, reperibile sul sito del Ministero della Giustizia a questo link, riscrive gli articoli 1, 4 e 5 del precedente testo ed inserisce i nuovi paragrafi 7.1, 8.1, 18, 18.1 e 19.

Sorvolando sulle modifiche introdotto all’art. 1 (volte semplicemente a raccordare il precedente testo con la recente L 132/2015) ci si deve invece soffermare sull’analisi del nuovo art. 4 che, in tema di c.d. “copie di cortesia”, stabilisce due importanti punti fermi:

  1. le copie in questione non devono essere formalmente inserite nel fascicolo processuale. Laddove, tuttavia, gli atti e documenti così messi a disposizione del magistrato vengano materialmente inseriti nel fascicolo cartaceo, il cancelliere non dovrà apporvi il timbro di deposito o altro equivalente, onde non ingenerare confusione.
  1. in considerazione dell’eccezionalità del momento …… dovrà essere sempre assicurata da parte della cancelleria, ove il giudice ne faccia richiesta, la stampa di atti e documenti depositati telematicamente, soprattutto laddove si tratti di ‘file’ di grandi dimensioni. Si raccomanda, sul punto, agli uffici di cancelleria la massima collaborazione.

Le copie di cortesia, quindi, non dovranno – ove fornite direttamente dalla parte – essere formalmente inserite nel fascicolo processuale e, a maggior ragione, le cancellerie non dovranno apporvi il classico timbro “Depositato”.

Il nuovo testo dell’art. 5, poi, ribadisce l’importanza della tempestiva lavorazione delle buste telematiche da parte degli uffici giudiziari e lo fa esaminando il classico caso delle memorie 183 c.p.c. o 190 c.p.c. accettate con ritardo da parte della Cancelleria:

Laddove, poi, i termini per il deposito di atti siano scaglionati (per disposizione normativa o per scelta del giudice), in maniera tale che alla scadenza di un primo termine si ricolleghi la decorrenza del secondo (è il caso dei termini di cui agli artt. 183 e 190 c.p.c.), è evidente come il ritardo nell’accettazione del deposito eseguito nel primo termine comporti un’automatica decurtazione del secondo termine, a detrimento dei diritti di difesa (ferma restando la salvezza del termine per la parte che abbia visto generata la ricevuta di avvenuta consegna prima della scadenza). È dunque assolutamente da escludersi che possano trascorrere diversi giorni tra la data della ricezione di atti o documenti e quella di accettazione degli stessi da parte della cancelleria.

Il Ministero, quindi, ha ribadito come i ritardi in ordine all’apertura delle buste possa comportare una lesione del diritto di difesa delle parti che, in conseguenza del ritardo, vedrebbero ridursi i termini processuali concessi per le repliche.

Con la Circolare in commento, perciò, si ribadisce nuovamente che “l’accettazione del deposito di atti e documenti provenienti dai soggetti abilitati all’invio telematico…” dovrebbe auspicabilmente essere eseguita “…entro il giorno successivo a quello di ricezione da parte dei sistemi del dominio giustizia.

Il paragrafo 7.1, di nuova introduzione, stabilisce poi una prassi organizzativa decisamente importante in caso di iscrizione a ruolo telematica effettuata in un registro errato. In virtù dell’attuale impossibilità di passaggio diretto del fascicolo ad altro ruolo dell’ufficio e, quindi, in virtù della necessità di iscrivere a ruolo nuovamente la procedura, il Ministero chiarisce che “la cancelleria non potrà richiedere il versamento di un nuovo contributo unificato per tale seconda iscrizione al ruolo (in quanto, come si è visto, nell’ipotesi sopra descritta è solo avvenuto un passaggio del medesimo atto introduttivo da un ruolo ad un altro dello stesso ufficio), ma soltanto l’eventuale integrazione dello stesso in conseguenza della diversità del rito.

Glissando, poi, sull’introduzione del paragrafo 8.1 che si occupa unicamente di chiarire come la domanda di ingiunzione di pagamento europea possa essere presentata cartaceamente, dobbiamo soffermarci sull’introduzione dell’articolo 18 e del paragrafo 18.1 i quali stabiliscono la necessità, da parte delle Cancellerie, di inserire – per quanto riguarda le Corti d’appello – tutti i Magistrati appartenenti al Collegio Giudicante all’interno dell’anagrafica del fascicolo e, per quanto riguarda gli Avvocati che depositano fuori Foro, la necessità di inserire tutti i Legali di una medesima parte nel fascicolo telematico e non solo uno di questi e/o unicamente il domiciliatario:

L’inserimento di un solo difensore, ad esempio, preclude agli altri l’accesso al fascicolo informatico. Inoltre, posto che tutti i difensori della parte hanno diritto alla comunicazione e non soltanto taluni di essi, la prassi appena indicata può ostacolare la speditezza del processo quando si verifichino inconvenienti tecnici che interessino l’unico difensore inserito come tale nei registri. Si raccomanda, pertanto, che il personale di cancelleria presti particolare attenzione a tale aspetto operativo, assicurandosi che i nominativi difensori e gli eventuali domiciliatari delle parti vengano sempre inseriti in maniera corretta e senza tralasciarne alcuno

L’art. 19, infine, si occupa della trasmissione del fascicolo del processo di primo grado alle Corti d’appello, stabilendo che “al fine di consentire al giudice d’appello di conoscere pienamente i fatti di causa, è necessario che le cancellerie dei tribunali, nel caso di impugnazione della sentenza e in adempimento delle prescrizioni di cui all’art. 347, comma 3, c.p.c., trasmettano agli omologhi uffici delle corti d’appello, oltre al fascicolo telematico del giudizio di primo grado (utilizzando l’apposita funzionalità presente negli applicativi ministeriali), anche gli atti e i verbali redatti su supporto cartaceo presenti nel fascicolo d’ufficio, nonché una stampa su carta del registro “storico” del processo.”

Numerose ed interessanti, quindi, sono le novità introdotte con questa circolare  Ministeriale, dispiace  però che si sia persa l’occasione per rivedere anche l’art. 17 del medesimo provvedimento che, purtroppo, continua a prevedere l’impossibilità per le cancellerie di rilasciare la formula esecutiva su copie cartacee autenticate dal Difensore ex art. 16bis comma 9bis DL 179/2012.

 

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