Martedì 26 Settembre 2017

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Come noto, a seguito del D.L. 83/15 come convertito con L. 132/15, il pignoramento mobiliare presso il debitore od immobiliare perde efficacia se non è iscritto a ruolo entro 15 giorni dalla consegna dell'U.G. al creditore (artt. 518 c. 6 e 557 c. 3 c.p.c.) o quando dal suo compimento sono trascorsi 45 giorni senza che sia stata richiesta l'assegnazione o la vendita (art. 497 c.p.c.).

Può quindi verificarsi il caso che i due termini scadano in tempi ravvicinati e sorge il dubbio di come procedere ai relativi depositi telematici.

Negli schemi ministeriali, infatti, sono presenti due eventi distinti: l'iscrizione a ruolo del pignoramento (atto introduttivo), al cui perfezionamento si riceverà il n. di R.G. assegnato dalla cancelleria, che dovrà essere indicato nella busta di deposito dell'istanza di vendita (atto successivo).

L'accettazione dell'atto introduttivo da parte della cancelleria potrebbe però giungere dopo la decorrenza dei predetti 45 giorni: se si tentasse il deposito dell'istanza di vendita in termini, in mancanza del n. di RG essa non potrebbe essere automaticamente associata al relativo fascicolo; se si attendesse il n. di RG il pignoramento sarebbe ormai inefficace.

Una soluzione equilibrata è quella di effettuare un primo deposito congiunto dei due atti (decorso il termine dilatorio di cui all'art. 501 c.p.c. e prima della scadenza dei termini di efficacia del pignoramento predetti, per salvaguardare le esigenze forensi di tempestività dei depositi) seguito, ad accettazione avvenuta ed ottenuto il n. di RG, da un contatto telefonico ove possibile e/o da un successivo deposito generico di avviso alla cancelleria (per maggiore visibilità degli eventi e rispetto delle procedure operative).

Si procederà, pertanto, con l'iscrizione a ruolo del pignoramento (atto introduttivo) avendo cura di inserire, oltre ai consueti atto principale (NIR) ed allegati obbligatori (scansioni del titolo, del precetto e del pignoramento, con attestazione in ciascun pdf), anche ulteriori allegati generici costituiti dall'istanza di vendita (pdf nativo firmato digitalmente), dal relativo contributo unificato e da eventuali altri documenti: si potrà inoltre utilizzare il campo note o un'opportuna denominazione dei file (es.: “NIR pignoramento e istanza vendita” per la NIR, “istanza vendita” per il relativo allegato, o simili) per allertare la cancelleria.

Si attenderà quindi l'accettazione (quarta pec) e l'assegnazione del n. di R.G.

Quest'ultimo sarà poi inserito in fase di creazione della busta di un successivo deposito, anche oltre il termine dei 45 giorni ormai rispettato con la precedente iscrizione, costituito da un'istanza generica o da una nota di deposito (opportunamente denominata, per es. “rinnovo istanza vendita già depositata” o simili) quale atto principale (atto successivo, non introduttivo, pdf nativo firmato digitalmente).

L'istanza di vendita tra gli allegati della precedente iscrizione potrebbe infatti sfuggire all'attenzione della cancelleria, soprattutto negli uffici di maggiori dimensioni: per evitarlo, nell'atto principale del nuovo deposito semplicemente si darà atto di quello in termini e si richiamerà la precedente istanza di vendita (eventualmente riallegandola per comodità in copia informatica estratta dal fascicolo informatico), chiedendo che il Tribunale provveda in merito e così consentendo alla cancelleria, qualora non vi abbia ancora provveduto, di procedere al mutamento dello stato del fascicolo.

Avv. Fabrizio TESTA - referente informatico del COA di Cuneo e socio fondatore del CSPT

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