Martedì 26 Settembre 2017

Pubblicazioni

La Corte di Cassazione salva la firma digitale

Con la pronuncia n. 22871 del 10 novembre 2015 la Corte di Cassazione si è pronunciata per la prima volta su un tema fondamentale per il processo civile telematico, ovvero se sia affetta da inesistenza giuridica la sentenza contenente la sola firma digitale del giudice e non la sottoscrizione di costui ai sensi dell’art. 132 n. 5 c.p.c.

Il caso posto all’esame della Suprema Corte parte da una considerazione che merita di essere attentamente scrutinata, ovvero: posto che la firma digitale non è una sottoscrizione, come si può (e ancor prima: si può?) conciliare la stessa con il disposto di cui all’art. 132 c.p.c., che presuppone invece come obbligatoria la sottoscrizione da parte dell’autore della sentenza.

Il ragionamento della Corte di Cassazione inizia considerando quale sia la funzione della sottoscrizione: all’esito di un lungo excursus viene infatti chiarito che “la sottoscrizione della sentenza...deve essere costituita da un segno grafico che abbia caratteristiche di specificità sufficienti e possa quindi svolgere funzioni identitarie e di riferibilità soggettiva, pur nella sua eventuale illegibilità...se sussistono adeguati elementi per il collegamento del segno grafico con un’indicazione nominativa contenuta nell’atto.

Si desume da quest’ultimo indirizzo...che la sottoscrizione della sentenza è elemento essenziale perché la sentenza sia riconoscibile come tale e ne sia resa palese la provenienza dal giudice che l’ha deliberata”.

LEGGI TUTTO: La Corte di Cassazione salva la firma digitale

VERONA - 23 ottobre 2015 - La relazione dell'ing. Giulio Borsari

Il Centro Studi Processo Telematico è stato presente al convegno tenutosi in Verona il 23 ottobre 2015 a cura dell'Unione Avvocati Triveneto e del COA Verona.

Tra i relatori il presidente del CSPT, avv. Fabrizio Sigillò ed alcuni dei componenti il direttivo: Avv. Valentina Carollo, Avv. Giuseppe VItrani ed avv. Andrea Potecorvo, oltre ad importanti rappresentanti istituzionali nelle persone del dott. Pasquale Liccardo (Direttore generale dei sistemi informatici del Ministero Giustizia) e dell'ing. Giulio Borsari che ha, tralaltro, anticipato sommariamente i contenuti delle specifiche tecniche preventivate dalla recente Legge 132/2015 in tema di attestazione di conformità.

Il Processo Telematico.it, curato dall'avv. Franco Zumerle del Foro di Verona, ha messo a disposizione il video della relazione dell'ing. Borsari e le slide da questi illustrate in quella occasione.

CLICCARE QUI PER SEGUIRE L'INTERVENTO DELL'ING. GIULIO BORSARI (DGSIA)

 

"Legge Pinto" le modalità di deposito del ricorso e le facoltà di produzione telematica della documentazione da allegare.

Il DL 27/06/2015, n° 83, convertito con modificazioni nella L. 06/08/2015, n° 132 ha aperto la strada al deposito telematico dei ricorsi ex art. 3 L. 89/2001, c.d. legge Pinto.

Inserendo il comma 1-bis nell'art. 16-bis del DL 179/2012, il legislatore ha dato la possibilità di depositare telematicamente (risolvendo i problemi posti dall'art. 35 DM 44/2011) gli atti diversi da quelli previsti dal comma 1 (che prevede l'esclusività del deposito telematico di atti e documenti a cura -fra gli altri- dei difensori delle parti precedentemente costituite).

LEGGI TUTTO: "Legge Pinto" le modalità di deposito del ricorso e le facoltà di produzione telematica della...

LA "COPIA DI CORTESIA" E' MORTA,ANZI NON ANCORA

Il regime della stampa dei depositi telematici dopo la Circolare Ministeriale del 23 ottobre 2015.

All’indomani della pubblicazione del D.L. n. 83/2015 si scatenò da parte dell’avvocatura una vigorosa protesta nei confronti del Ministro della Giustizia per aver previsto nell’art. 19 un rimando ad un successivo decreto per la definizione delle “misure organizzative per l’acquisizione anche di copia cartacea degli atti depositati con modalità telematiche nonché per la riproduzione su supporto analogico degli atti depositati con le predette modalità, nonché per la gestione e la conservazione delle predette copie cartacee”.

LEGGI TUTTO: LA "COPIA DI CORTESIA" E' MORTA,ANZI NON ANCORA

Questo sito utilizza i cookies per migliorare le funzioni ed i servizi offerti agli utenti. Clicca su ACCETTO per consentire l'acquisizione dei cookies (l'operazione verrà memorizzata sul tuo browser finchè non provvederai all'eliminazione dei dati). Cliccare sul tasto a destra per ulteriori informazioni sui cookies e sulla policy della privacy applicata su questo sito.

  Accetto i cookies provenienti da questo sito