Martedì 26 Settembre 2017

Pubblicazioni

Gli "elementi attivi" vietati nelle regole tecniche del PCT - ricostruzione della normativa di riferimento e indicazioni operative

di Roberto Arcella e Pietro Calorio

 

Una delle prime nozioni che abbiamo imparato ad apprendere agli albori del Processo Civile Telematico è quella relativa al divieto di "elementi attivi" negli atti del processo, sancito dall'art. 11, quanto all'atto principale ("L'atto del processo in forma di documento informatico e' privo di elementi attivi") e dall'art. 12 del D.M. 44/2011 quanto agli allegati ("I documenti informatici allegati all'atto del processo sono privi di elementi attivi"); l'enunciazione del requisito viene reiterata nelle Specifiche Tecniche (Provv. DGSIA 16/4/2014, artt. 12 e 13), con l'unica indicazione tecnica esemplificativa rappresentata da “macro” e “campi variabili”.

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Quindici anni di Processo Civile Telematico: un “piano sequenza”

Pubblichiamo in allegato un articolo, scritto dai Colleghi  Pietro Calorioe Daniele Lussana**, che conducono un'analisi riassuntiva dell'atteggiamento degli operatori della Giustizia riguardo al PCT, individuano gli aspetti critici e sottolineano i passaggi più delicati che nel prossimo futuro dovremo affrontare.

 

Si riportano alcuni passaggi:

 

"[...] l'insofferenza tipica delle libere professioni nei confronti di qualunque imposizione o - persino - novità è nota e comprensibile, quantomeno in un periodo in cui l’avvocato si sente spesso, non necessariamente a torto, parta lesa. Parimenti comprensibile è la strumentalizzazione di tale predisposizione da parte di determinate associazioni di categoria che, pur di raccogliere consensi, hanno in varie forme e termini bollato il PCT come l’“ennesima vessazione” a cui gli avvocati sono stati sottoposti. Comprensibile, come detto, ma non condivisibile, in quanto il giudizio emotivo sull’intrusione della tecnica nella professione è troppo spesso connotato dall’ignoranza di ciò che si pretende di criticare."

 

"L'informatica è infatti forse l'unica strada che permette all'avvocato di risparmiare denaro e soprattutto recuperare la risorsa più preziosa, e cioè il tempo: tempo che (al netto di un investimento iniziale) può essere reinvestito anche, ma non solo, per fare (davvero) gli avvocati, finalmente a scapito dell’attività procuratoria, che attraverso i nuovi strumenti può essere assai razionalizzata… per lavorare (magari non di meno ma) certamente meglio."

 

"[...] condividere serenamente esperienze e soluzioni è di primaria importanza per traghettare la nostra professione verso un futuro realmente credibile, per noi stessi e per la collettività."

 

*Socio fondatore del CSPT

**Componente della Commissione Informatica del COA di Torino

L'articolo è rilasciato con licenza Creative Commons (www.creativecommons.org

Attribuzione - condividi allo stesso modo 3.0 Italia - CC BY-SA 3.0 IT

(https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/)

Processo civile telematico e attestazioni di conformità (aggiornato con le modifiche apportate alle specifiche tecniche DGSIA)

A seguito delle modifiche apportate dal provvedimento del 28/12/2015 (pubblicato sulla G.U. del 07.01.2016) alle nuove specifiche tecniche DGSIA
pubblichiamo un primo vademecum orientativo sulla pratica attuazione delle nuove disposizioni, correlato da esemplificazioni pratiche delle attestazioni di conformità.

Allegati:
Scarica questo file (PROCESSO-CIVILE-TELEMATICO-E-ATTESTAZIONI-DI-CONFORMITA ver2 8_1_2016.pdf)PROCESSO-CIVILE-TELEMATICO-E-ATTESTAZIONI-DI-CONFORMITA ver2 8_1_2016.pdf993 kB48300 Downloads14:38 08-01-2016

Brevi osservazioni sul nuovo art. 19-ter Provv. DGSIA 16.4.2014

Dopo venti settimane esatte dall’entrata in vigore della Legge 132 del 20 agosto 2015, che convertì con modificazioni il D.L. 83/2015, il 7 gennaio scorso, le specifiche tecniche previste dall’art. 16 undecies DL 179/2012 (introdotto dall’art. 19 della citata legge di conversione) hanno finalmente visto la luce.


Brevi osservazioni a cura dell'avv. Roberto Arcella (Avvocato del Foro di Napoli, Socio Fondatore Centro Studi Processo Telematico, Componente del Gruppo di Lavoro della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense)

 

Allegati:
Scarica questo file (20160107 ARCELLA - SPECIFICHE.pdf)20160107 ARCELLA - SPECIFICHE.pdf89 kB2031 Downloads09:59 12-01-2016

Il ricorso ex art. 669 duodecies c.p.c. è atto endo processuale e richiede quindi obbligatoria­mente il deposito con modalità telematica. (commento a Trib. Trani ord. 24/11/2015)

Il procedimento di cui all'art. 669 duodecies c.p.c., diretto a conseguire la determinazione delle mo­dalità di attuazione ed esecuzione di un provvedimento cautelare deve ritenersi atto endoprocessuale e va pertanto introdotto mediante deposito telematico del relativo ricorso.

commento a Tribunale di Trani ord. 24/11/2015

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